Remanufacturing, la rigenerazione che salva ambiente (e portafogli)

2020/06/24

• Non c'è remanufacturing senza economia circolare. Ci guadagnano in tanti: produttori, consumatori e ambiente

• Nel 2030, secondo le stime di ERN arriverà a valere 100 miliardi di euro

Tra le conseguenze inevitabili del Coronavirus c'è un ripensamento profondo del modello di sviluppo dell'industria. La base su cui poggia questo ripensamento su scala mondiale è la circular economy. Ed è un bene che ci sia questa tendenza.

Legato a filo doppio all'economia circolare c'è il concetto del remanufacturing. Che cos'è? Prendiamo in prestito la definizione pubblicata sul sito del "The The European Remanufacturing Network" (ERN), un osservatorio nato su impulso del programma comunitario Horizon 2020.

Il "remanufacturing", o rigenerazione, è il fenomeno industriale tramite cui un prodotto o un macchinario venduto e usato, anziché essere buttato, viene riportato a nuova vita, rivitalizzato, e introdotto nuovamente sul mercato.

Tecnicamente è un prodotto pari al nuovo: stessa garanzia di affidabilità, stessa garanzia di durata. L'unica grande differenza per il consumatore finale, rispetto al prodotto nuovo di fabbrica, è il prezzo di acquisto che può oscillare tra un -60 e un -80 percento. Non male come risparmio.

Nel 2015 in Europa - chiediamo anticipatamente scusa per l'uso di questi dati che non sono aggiornatissimi ma sono gli unici reperibili e verificati - il remanufacturing aveva un valore di circa 30 miliardi di euro e, secondo le stime ERN arriverà a 100 miliardi nel 2030.

Riportare sul mercato un prodotto "reman" è un vantaggio per tanti: come detto ci guadagna il consumatore finale, ma ne trae beneficio anche il produttore, che spende meno a rigenerare piuttosto che a costruire da zero, l’ambiente, che vede consumare meno materie prime e portare in discarica meno rifiuti.

Il remanufacturing, come ci ricorda Filippo Astone sul magazine Industria Italiana, "è particolarmente attrattivo per le industrie che realizzano prodotti ad alta densità di capitale, durevoli e con un ciclo di vita relativamente lungo: aerospazio, automotive, ferroviario, macchinari, elettronica, mobili, elettromedicale, periferiche di pc".

Tra gli esempi più noti in campo automobilistico, continua Astone nella sua disamina, "emergono Renault e Bmw, che eccellono nel recupero di veicoli fuori uso e a fine vita e dei loro componenti. Già da qualche anno, Renault progetta vetture e componenti prevedendo il riutilizzo o il riciclaggio a fine vita".

Insomma, il remanufacturing, ci piace concludere così, è forse il punto più avanzato della teoria sull’economia circolare. Dai materiali e dal loro riciclo, focus principale dell'economia circolare, ci si è spostati sulla funzione dei prodotti da riciclare.

Informazioni

Meck Market S.r.l.s.

Viale Virginia Reiter 8
41121 Modena (MO)
P.IVA 03883500369
Capitale sociale 500€ i.v.

Link rapidi

Copyright 2020-2021 © Meck Market S.r.l.s.. Tutti i diritti riservati.